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Omaba perde al Senato il seggio democratico del Massachussetts

A un anno dal suo insediamento alla Casa Bianca, il presidente ha perso il seggio democratico al senato nello stato del Massachussetts che era rimasto vacante dopo la morte di Ted Kennedy.

La Catalogna vota (simbolicamente) per l'indipendenza

di Giulia Cerino
Indipendenza, non indipendenza? Se lo chiedono i 166 comuni della Catalogna e i 700mila elettori di più di 16 anni che sono stati invitati a partecipare a un referendum simbolico a favore dell’indipendenza da Madrid della regione spagnola.

Nobel, Obama parte male

«Gli strumenti della guerra hanno un ruolo fondamentale nel preservare la pace». Queste le parole del presidente americano Barack Obama nell’accettare il premio Nobel per la Pace alla cerimonia di Oslo.

SONDAGGIO/Giusto il Nobel per la pace?

SUL SETTIMANALE "ALTRI" IN EDICOLA IL 18 DICEMBRE ARTICOLO DI M.CAVALLINI

Obama ritira il Nobel: come la mettiamo con l'Afghanistan?

Il presidente Usa è a Oslo per ritirare il premio Nobel per la pace attribuitogli dall'Accademia svedese. Ma i liberal americani storcono il naso e dicono che dovrebbe rinunciare, dato l'aumento di truppe inviate in Afghanistan. Il 18, sul nostro settimanale, troverete un articolo di Massimo Cavallini sui liberal americani e come vivono le scelte di Obama sullìambiente e sull'Afghanistan.

 

Atene brucia: secondo giorno di manifestazioni e scontri nella capitale greca

di Monia Cappuccini

Atene brucia. Ancora manifestazioni e scontri nella capitale e in altre città della Grecia (Salonicco, Patrasso e Ioannina) per il secondo giorno di manifestazioni in ricordo di Alexandros Grigoropoulos, il 16enne ucciso lo scorso anno dalla polizia.

Mujica, il presidente tupamaro

di Guillermo Andrada

Ha la stessa moglie da più di cinquant'anni, arriva alle riunioni di governo in bicicletta e vive in una casupola di periferia. Gli piace coltivare rose e riceve i giornalisti in ciabatte. E' il nuovo presidente dell'Uruguay. Fu il fondatore del movimento guerrigliero dei Tupamaros. E' stato negli ultimi cinque anni il più paziente mediatore dei conflitti interni nel Frente amplio, schieramento davvero ampio di tutte le sinistre del Paese (dagli ex guevaristi ai cattolici progressisti, in difficile convivenza con i socialisti).

Fao, le promesse vuote dei paesi ricchi

di Tiziana Barrucci

I leader dei Paesi poveri sono "stanchi" di tornare in patria dai vertici internazionali "con promesse vuote che non vengono mai mantenute". La frase del presidente del Mali, Amadou Toumanì Traoré, detta tra quelle di apertura del vertice Fao sulla sicurezza alimentare ieri a Roma riassume un po’ lo stato d’animo della giornata. Snobbato da molti dei grandi della Terra – da Obama a Sarkozy passando per Chavez, che hanno rispettivamente spedito in Italia solo delegazioni di funzionari – il Summit dell’Organizzazione Onu per l’alimentazione e l’agricoltura ha presentato il piano in "cinque principi" sul quale i capi di stato e di Governo a Roma lavoreranno fino a domani per dare una risposta più coordinata alla crisi alimentare che si va aggravando.

Obama, la prima delusione

di Luciano Ummarino

Nulla di fatto. Chi pensava a un accordo storico che potesse cambiare i nefasti destini climatici del pianeta è rimasto deluso. Durante un breakfast di lavoro, ai margini del vertice Apec di Singapore, tra Obama e il presidente cinese Hi Jintao poco di più di una stretta di mano e l'inutile promessa reciproca di impegnarsi di più nel prossimo futuro.

Prove di ritiro dall'Afghanistan

di Alessandro Forte

L'impegno militare americano in Afghanistan non sarà «a tempo indeterminato». È l'avvertimento che Barack Obama lancia al presidente Hamid Karzai, al termine del vertice alla Casa Bianca convocato per decidere un eventuale cambio di strategia militare e come e quando effettuare l'aumento delle truppe sul campo.

Karen, popolo senza voce

di Chiara Mastrolilli de Angelis

Ex colonia britannica, la Birmania e le sue verdi foreste, ospitano da 60 anni una delle più deleterie lotte di indipendenza, balzata alla cronaca nell’agosto del 2007 e poi nuovamente caduta nell’oblio. La storia della Birmania è quella di un paese che, dopo aver ottenuto l’indipendenza dal dominio coloniale inglese al termine del secondo conflitto mondiale, si è trovato a dover costruire daccapo la propria identità politica e sociale, difficile da raggiungere per diversi motivi, primo fra tutti le numerose e antichissime etnie che lo popolano. In lotta dal 1949 contro il governo centrale di Rangoon, il popolo Karen continua a combattere nel suo piccolo angolo di paradiso non per soldi o potere, ma per difendere la propria cultura, la propria lingua, le proprie tradizioni e soprattutto la propria terra.

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