GRAVIANO SCAGIONA BERLUSCONI
di D.V.
Il boss mafioso smentisce Spatuzza: "Non ho mai incontrato Berlusconi". Rimane alta la tensione con Napolitano
PAROLA DI GRAVIANO
LA DIRETTA commentata dell'udienza del boss di Brancaccio
La diretta audio del processo su Radio Radicale
IL CAZZOTTO DEL CAIMANO
di Andrea Colombo
Bersani va giù duro: “Formalmente è tutto regolare, ma sostanzialmente è un cazzotto in faccia alla discussione”. Allude alla inedita decisione di farsi largo a colpi di fiducia già in commissione. In effetti è un record. Non era mai successo, e sì che in quella fogna che sono, da sempre e con tutti i governi, le finanziarie vederne una nuova pareva impossibile. Mai dire mai. Il fresco segretario del Pd alza la voce non tanto per vituperare le cose di ieri ma nella speranza di modificare quelle di domani. L'appello che rivolge al presidente della Camera Fini mira infatti a evitare che il manganello della fiducia si abbatta anche sulla discussione dell'aula. Decisione che, per la verità sembra già presa e irreversibile.
SCHIFANI SCIOGLIE LE CAMERE
di Francesca Guerra
Renato Schifani, che è uno degli uomini più vicini al Presidente del Consiglio, ieri sera ha detto senza giri di parole: «Se la maggioranza non è compatta è meglio andare al voto». Quel "Se" è abbastanza retorico. Che la maggioranza non sia compatta è un fatto accertato. Del resto - pochi minuti dopo la dichiarazione del presidente del Senato - è arrivata la risposta di Fabio Granata, considerato uno degli uomini più vicini a Fini. Ha detto Granata: «Questo Pdl assomiglia a una caserma». Insomma, l'ipotesi di elezioni anticipate si fa sempre più probabile. Forse Berlusconi non vede altra via d'uscita e teme che più si va avanti più i suoi consensi si assottigliano.
GAY VAI ALL'INFERNO
di Angela Azzaro

L'articolo 3 della Costituzione è quello che sancisce l'uguaglianza tra tutti i cittadini. Ma in questo Paese ci sono persone che sono più uguali delle altre: sono gli eterosessuali che godono di molti più diritti di gay, lesbiche e trans. La legge contro l'omofobia, voluta da Paola Concia del Pd, cercava di colmare questo divario tra persone eterosessuali e omosessuali, aggiungendo l'aggravante per i reati di omofobia. Ma per quegli scherzi del destino che spesso assumono un aspetto grottesco, la proposta di legge è stata bocciata perché anticostituzionale.
"Chi mi ha dato le carte su Boffo? Diciamo la gendarmeria vaticana"
Intervista di Andrea Colombo
E' tornato a dirigere “Il Giornale” da poche settimane e già Vittorio Feltri lo ha riportato al centro dello scontro mediatico e politico. Le rivelazioni sulla condanna a carico del direttore di “Avvenire”, Dino Boffo, hanno fatto impennare le vendite, ma hanno anche messo il neodirettore al centro del mirino, accusato di aver pubblicato una “bufala”.
SANSONETTI/Il 19 in piazza contro il triopolio: Berlusconi-Rcs-De Benedetti
Tra i due litiganti i terzi godono
C'è vincitore, e si chiama Silvio Berlusconi. Ha incassato quasi 11 milioni di voti e vanta qualcosa in più del 35% dei consensi. Surclassa i diretti avversari, quelli del Pd, di un paio di milioni di voti e di quasi 10 punti percentuali (35,3 contro il 26,1%). C'è uno sconfitto, e si chiama sempre Silvio Berlusconi. In un anno ha perso quasi 3 milioni di voti, che non sono caramelle.
DA GLI ALTRI IN EDICOLA Vendola e Concia primi nel Pd, ma nella notte Youdem cambia il risultato
di Davide Varì
Brogli: il dubbio grava come un macigno sull’apparato organizzativo del partito democratico. Il sospetto che il concorso “vota la coppia ”lanciato dal sito Youdem in coincidenza con la settimana sanremese sia stato manipolato e taroccato per superiori interessi di partito –insomma, per evitare l’ennesima gaffe - cresce infatti di ora in ora.
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REGIONALI LA SINISTRA SQUATTRINATA
di Andrea Colombo
ANTICIPAZIONE DA GLI ALTRI IN EDICOLA
Nichi Vendola può candidarsi a guidare una regione sola, ma il suo nome ci sarà in tutte le tredici in cui si vota. Per l’occasione il simbolo di Sel, Sinistra ecologia libertà, si fregerà infatti ovunque della scritta “con Vendola”, in una mezzaluna rossa piazzata in fondo al logo.
Scritte antisemite sul muro di via Tasso
Roma, 27 gennaio - «Olocausto propaganda sionista» e «27-01. Ho perso la memoria». Queste la scritte apparse sul muro esterno del museo della Liberazione di via Tasso. Questi ignobili slogan sono stati scritti con bombolette spray di colore nero e accompagnate anche con svastiche e fuan. Le scritte sono state scoperte questa notte, intorno alle 1.30 dagli agenti del commissariato Esquilino.







