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Direttore responsabile: Pietro Sansonetti
Editore Broadcasting Innovation Group Società Cooperativa per Azioni
Via Ottone Fattiboni 115 - 00126 Roma
ISSN: 2037-223X
Quando Vendola ha scritto alla pm Digeronimo denunciando la manovra mediatica che strumentalizzava la sua inchiesta per dare l'arrembaggio all' “anomalia pugliese”, anche da parte di Sinistra e Libertà sono arrivate poche reazioni di solidarietà. Gennaro Migliore, portavoce del Movimento per la Sinistra è però convinto che Vendola abbia pienamente ragione
Pensi anche tu che in Puglia sia in corso una manovra mediatico-giudiziaria contro la giunta Vendola?
Sicuramente c'è un'azione colpevole di molti media che confondono gli elementi oggettivi che stanno emergendo dall'inchiesta. Il primo è che Vendola non è coinvolto penalmente in nessuna delle inchieste in corso. Il secondo è che proprio Vendola si è battuto più di chiunque altro per interrompere ingranaggio che vedeva in alcuni punti oscuri, anche della sanità, una gestione corrotta del potere. Le forze sane e democratiche che, anche nella stampa, hanno interesse a far emergere le responsabilità reali dovrebbero essere le prime a riconoscere a Vendola questo merito. Mi meraviglio che non si faccia differenza tra chi contrasta il malaffare e chi ne è invece contrastato.
L'Idv e l'Udc, hanno condizionato l'alleanza con il centrosinistra in Puglia, alle prossime regionali, con la sostituzione di Vendola come candidato. Che ne pensa Sinistra e Libertà?
Queste due forze esprimono una politica vecchia, fatta di ricatti e messaggi trasversali. A chi corteggia l'Udc e l'Idv, vorrei dire che nelle tre regioni del sud si sta giovando una partita molto distante dagli interessi dei cittadini. Temo che l'armonia tornerebbe immediatamente se si spartissero le tre presidenze: una all'Udc, una all'Idv e una al Pd, e non sono certo che nel Pd non ci sia chi proprio a una soluzione simile sta pensando.
E di fronte a una manovra del genere cosa farebbe SeL?
Pensare a questa manovra o ad altre dello stesso tipo significa non tenere conto della determinazione di tutte le forze che compongo SeL nel difendere quel che di buono è stato fatto. In particolare rivendicando metodo che ha fatto della candidatura e poi della vittoria di Vendola una positiva eccezione nel quadro italiano, e cioè la legittimazione popolare. Nichi ha fatto tutto da solo, senza appoggio delle nomenklature o dei giochi di corridoio. Noi non accetteremo che in Campania, in Calabria e tantomeno in Puglia ci siano manovre di palazzo, pena una scelta autonoma di Sinistra e Libertà.
Vuoi dire che Sinistra e Libertà potrebbe non allearsi con il centrosinistra in queste regioni?
Certo, anche perché, per quanto ci riguarda, il vincolo è solo con gli elettori. Non possiamo dare spazio alla peggior malattia delle classi dirigenti meridionali: l'opportunismo, la disponibilità a ricostruire trame di potere semplicemente sugli interessi classi dirigenti. Siamo dalla parte dei cittadini, che devono poter scegliere i candidati e mi meraviglio di come il Pd, che sulla retorica delle primarie sta addirittura facendo un congresso, non capisca che correre dietro al presunto alleato che bercia più forte non fa altro che indebolire la sua presa sugli elettori. Nel Sud il problema di tutto il centro sinistra, ma soprattutto del Pd, è recuperare legittimazione e rapporto popolare con tanta parte di elettori che, nel sud, l'avevano scelto proprio contro lo strapotere clientelare delle destra.
Il meridione è da settimane al centro del dibattito politico, anche se di un dibattito politico che quasi mai nasce dal meridione stesso...
La questione meridionale è stata usata in queste settimane come leva di ricatto finalizzata alla registrazione per dei rapporti di forza nel centrodestra, coalizione evidentemente segnata dall'egemonia della Lega. E' stato però molto negativo liquidare un'idea sbagliata come quella del “partito del sud” senza contrapporvi l'idea giusta, cioè quella di una nuova questione meridionale che faccia del Mezzogiorno un terreno d'innovazione e non di restaurazione di vecchi protettorati. L'unico che la ha interpretata così, sinora, è stato proprio Vendola, facendo della Puglia un laboratorio d'innovazione. L'aver puntato sui giovani e sull'ambiente, nella prima fase della sua presidenza che secondo me deve assolutamente completarsi almeno con un altro mandato, è l'esempio di come si debba oggi immaginare una nuova questione meridionale: non piagnona, non elemosinante redistribuzioni clientelari, ma moderna, tale da impostare una nuova centralità dell'area meridionale e mediterranea, senza la quale anche la crisi che stiamo vivendo non avrà sbocco serio. O cresce mercato potenziale sud o si dà ragione alla Lega e si fanno le gabbie salariali, riducendo il già scarno mercato interno del sud quando, al contrario, fronteggiare la crisi richiede politiche espansive. A chi parla di gabbie salariali, inoltre, va ricordato che nel sud il monte salari, cioè il numero degli occupati, è drasticamente inferiore a quello delle altre aree del paese.
A proposito di congresso del Pd, concordi con ci pensa che SeL, pur in posizione di piena autonomia, guardi comunque con maggior interesse che mantiene una critica, sia pur moderata, nei confronti del capitalismo, come la mozione Bersani?
Per la verità mi sembra una discussione accademica. Questa maggio vicinanza con l'area Bersani è vera per gli accenti relativi al lavoro ma ce ne sono altri relativi impresa, o al nucleare, che meriterebbero una più laica riflessione. Ma l'importante non è parteggiare per questa o quella mozione del Pd. L'importante è che si sta aprendo a sinistra un grande spazio. Il congresso del Pd dimostra soprattutto quanto instabile sia la situazione politica, soprattutto nel centro sinistra.
Questo spazio di cui parli dovrebbe essere l'oggetto dell'azione di Sinistra e Libertà. Ma Sinistra e Libertà, oggi, che cos'è? E soprattutto, cosa vuole essere?
Oggi SeL non è ancora nulla. E' soprattutto il grande desiderio di tante persone di farla diventare qualcosa. Io credo che SeL debba e possa diventare lo strumento più efficace per cogliere il bisogno di rappresentanza della sinistra, di una sinistra che non si ritrova nel Pd e non è rassegnata a ritrovarsi in un centro neomoderato. Per me l'importante non è dire se debba essere un partito o un nuovo soggetto plurale: vanno bene entrambi i modelli purché mantengano un'ambizione più grande, quella di dar vita a un grande partito della sinistra, con tutta la fatica di una ricostruzione dal basso della sua missione. Per me SeL è soprattutto la possibilità di costruire un luogo di partecipazione e do costruzione di una linea politica radicalmente di sinistra,radicalmente laica, radicalmente ambientalista e radicalmente femminista. Questi elementi oggi nessuno ce li ha e il fatto che non si trovi una formula per far vivere simili istanze è soprattutto il riflesso delle cattive abitudini di ceti dirigenti che, a volte, si mascherano da base.
Andrea Colombo