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SeL, siamo ancora vivi

di Franco Giordano
Chiunque abbia a cuore la rinascita e la rifondazione della sinistra e dell'opposizione in questo paese non può che guardare con interesse e partecipazione all'appuntamento nazionale di oggi a Napoli di Sinistra e Libertà. Per avere successo e una qualche prospettiva nella scena politica italiana si deve dare avvio ad un vero e proprio processo costituente democratico.

Un processo che abbia un doppio ed unitario cimento: definire regole di partecipazione ed organizzative, avviare un'immediata ricerca e definizione di un nuovo programma capace di incidere nei rapporti sociali e disegnare un'alternativa di società all'attuale egemonia culturale delle destre e del capitalismo contemporaneo.

Persino il simbolo che alle ultime elezioni europee, nonostante scarsamente conosciuto, ha ricevuto incoraggianti consensi elettorali, deve essere sottratto alla disponibilità delle forze organizzate e riconsegnato alla volontà di chi avvia il processo costituente.

Dopo le elezioni, sarebbe sciocco negarlo, si è avuta una stasi di iniziativa politica. Le resistenze organizzate, i ritardi, hanno sospeso la possibilità di crescita di un soggetto politico, la sinistra, senza il quale non si risolve la deriva democratica, la drammatica crisi sociale, la tragica involuzione culturale del paese. Non può accadere che l'Italia sia l'unico paese europeo a non avere una sinistra. Dopo un confronto, spesso aspro, in 20 anni tra due ipotesi strategiche di sinistra (una moderata, l'altra radicale), oggi non ne esiste nessuna.

Sinistra e Libertà diventa dunque soggetto fondamentale per riaprire la partita di una sinistra larga, unitaria, plurale, che riattrezzi non solo la sfida del governo (sarebbe poca cosa, peraltro non propriamente alle porte), ma quella della trasformazione democratica, della valorizzazione di un lavoro spogliato di diritti e remuneratività, di forme nuove di socialità, giustizia, umanità e...libertà. Senza questo soggetto non si scioglie l'equivoco storico del Pd che importa un vecchio modello americano e si barrica in un perimetro neocentrista, si rischia di lasciare il campo, anche sul fronte democratico, al dilagare del populismo (spero che nessuna possa prendere sul serio una fantomatica svolta operaista di Di Pietro!). Ma Sinistra e Libertà non può esaurire la sua attività nella predicazione del nuovo soggetto e confidare nelle disavventure elettorali del Pd e nel declino minoritario della lista comunista. Deve poter essere soggetto attivo nelle vicende concrete, nelle lotte, nelle vertenze democratiche, avanzare proposte nuove, essere lievito culturale, riaprire con limpidezza la partita della laicità e dei diritti.

Proviamo a soffermarci per un attimo sulla crisi. Una crisi violenta, di sistema, di un intero ordine economico e sociale, rischia di essere lentamente riassorbita anche grazie ad un disinvolto uso delle risorse pubbliche. Ma si rimettono in moto vecchi e fallimentari modelli di sviluppo. In Europa la sinistra è pressoché ininfluente, non propone una sola idea nuova. In maniera scissa e, a volte, apertamente in contrasto con le politiche concrete, Sarkozy, in Francia, ridisegna con una commissione l'idea della ricchezza collettiva, del Pil, con nuovi parametri che guardano più all'ambiente e alla felicità delle donne e degli uomini. Obama investe sulla economia verde. Solo la Die Link, a sinistra, propone, in Germania, un nuovo compromesso tra norma e contratto avanzando richieste legislative su reddito di cittadinanza e salario minimo intercategoriale che stanno riscuotendo enormi consensi, proposte riprese recentemente da Luciano Gallino.

Berlusconi e le destre, in Italia, non solo sono intervenuti con meno risorse degli altri paesi europei sui temi della crisi (i cui effetti peraltro in tema di disoccupazione e licenziamenti toccheranno l'apice nei prossimi mesi. Altro che ottimismo!), ma hanno prodotto politiche di vero e proprio massacro sociale.

Pensiamo ai precari e alla scuola. Secondo me c'è un intento politico e culturale. Se in tutto il settore privato e manifatturiero la frantumazione e la perdita della dimensione collettiva hanno prodotto in questi anni consensi alle destre, nel pubblico e soprattutto nella scuola e in tutta la formazione l'intento è la distruzione con l'espulsione e con la regressione culturale autoritaria di un bacino democratico.

C'è bisogno dunque di una sinistra pienamente attiva nella società: a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, dei migranti, dei precari, dei disoccupati, pienamente interprete dei diritti di libertà e di autodeterminazione delle donne. Una sinistra pacifista che tolga questo paese dai luoghi di guerra a partire dal pantano doloroso dell'Afghanistan.

Nichi Vendola ha messo il suo volto, la sua storia, la sua passione per ricostruire e rifondare la sinistra. Stanno tentando di fargli pagare un prezzo persino nella sua terra per questa esposizione nazionale. Non fa paura una sinistra sempre più ortodossa e minoritaria. Se, al contrario, la sinistra trasforma, governa, e prova a sradicare la mala pianta del malaffare diventa contagiosa. E quindi, pericolosa. Perché contrasta efficacemente le destre e il loro sistema di potere e infrange le certezze neocentriste.

Per questo va chiesto a Nichi di continuare a rappresentarci.

Nella sua terra e in Italia.

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informazioni

sarebbe piuttosto urgente avere una cronaca di quello che è successo a bagnoli, delle decisioni prese, delle eventuali critiche o delusioni che ci sono state, in particolare vorremmo sapere per chi vuole dare vita ai circoli di SeL sui territori quali sono i criteri per la formazioni delle rappresentanze regionali, dove si possono prendere le tessere e se c'è un documento a cui dare al momento un'adesione formale.
abbiamo saputo che ci saranno dei gruppi di lavoro, sulle regole e su programma e anche su questo vorremmo sapere come fare per inviare proposte, essere aggiornati sulle questioni, e magari provare a farne parte.
insomma l'altro uno straccio di informazione su questo potrebbe farlo, o no?
per quanto riguarda la classe dirigente è bene che tutti sappiano che il cammino sarà lungo, è inutile prendersela con il vertice che mi pare non solo malandato ma provvisorio e "a perdere". fare polemica su questo è ridicolo.

 
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basta vecchi leader

che dire: Con la sinistra tedesca c'entriamo come il cavolo a merenda. Con i verdi degli altri paesi idem. Non solo in Italia, caro Giordano, non ci sono idee ( permettimi ma riempirsi la bocca di belle parole non rappresenta di per se una idea nuova ) ma ci sono ancora leader che dopo avere fallito vorrebbero ancora raprpesentarci. E' possibile che anche nella sinistra straminoritaria con velleità governative ( ma quando eravate al governo avevate velleità da opposizione ) non ci sia una faccia nuova. Ripartiamo da chi? Dab te, da Vendola, oppure ripeschiamo Bertinotti.
Personalmente penso che uno dei problemi della sinistra prima ancora dele idee sia dovuto alla sua leaderscip che ha la presunzione di interpretarle.

 
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Lettera aperta al Compagno Nencini

Facendo seguito alle dichiarazioni di Nencini sul sito ufficiale di sinistra e libertà inserisco un commento su questo articolo
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Caro Compagno Nencini,

Io c’ero a Napoli e ti ho anche parlato ho cercato di trasmetterti la buona fede e la buona volontà di una componente di Sinistra e Libertà che a parole viene citata ma nei fatti assolutamente disattesa, diversamente da te e da altri “professionisti” non è il mio passato politico che riguarda e condiziona questo percorso (l’ultima tessera l’avevo fatta ben 20 anni fa) ma è il futuro e l’attualità per questo a pieno TITOLO posso definirmi SELLINO .

Mentre Voi vertici vi azzannate per fissare posizioni e regole a tutela di uno scampolo di ex strutture, i lavoratori italiani continuano a perdere il posto, le casse integrazioni si esauriscono, la scuola viene distrutta, la ricerca azzerata, la sanità rilottizzata etc etc.

Davanti a questo scenario c’erano più di mille persone che gridavano PARTITO PARTITO non le avete ascoltate.

Il mio sogno comune a quasi tutti i partecipanti era un’altro, era quello di veder sparire i simbolini e con questi gli atteggiamenti di pseudo identitarismo, era quello di votare un gruppo dirigente capace di fissare un preciso percorso verso il Partito di introdurre la novità del concetto UNA TESTA un VOTO.

Visto come vi siete comportati davanti all’impegno ed alle richieste della moltitudine di partecipanti non c’è certo da ben sperare ma dato che la situazione è questa ecco che Vi dico una cosa precisa che da ora in poi diventerà un impegno quotidiano per me, SINISTRA E LIBERTA’ in Toscana nascerà in modo democratico e non verticistico.

Quella “carta di adesione che ciascuno di Voi quadri nazionali definisce a suo piacimento, tu la accenni appena come se fosse una specie di contromarca del luna park… Fava la considera un Sostegno elettorale, Niki ci mette più passione ma poi legge un documento TRUFFA.

Insomma questa Carta di Adesione (quella vera con il nuovo simbolo) la TOSCANA cercherà di leggerla ed usarla come deve essere fatto ossia in modo democratico e partecipato in rappresentanza di tutte le componenti vere degli attivisti e dei candidati eletti nelle ultime consultazioni nelle liste afferenti a Sinistra e Libertà.

Quello che chiediamo è solo la minima aspettativa di un attivista chiamato e creare la base di un nuovo partito a cercare nuove adesioni ad inserirsi con orgoglio e progettualità nelle realtà territoriali quali i luoghi di lavoro, l’associazionismo, gli enti e la comunità tutta.

Questo mio intervento non è il Saluto di un’attivista deluso e scoraggiato, non leggetelo in questo modo, rappresenta invece un INVITO importante a cui i quadri dirigenti sono chiamati a rispondere.

Proprio i valori cui ti riferisci in questo intervento sono stati traditi parli di MERITO e RIGORE ???

Allora perchè non lasciare che siano gli ADERENTI (visto che non si tratta di tessera ma di adesione) a scegliere il coordinamento regionale?

Perchè questa paura? Perchè ancora una volta si vuole calpestare l’impegno militante di cui abbiamo bisogno e che con queste mosse ci avviamo a perdere definitivamente?

Io mi confronterò all’interno dell’associazione La Sinistra di Firenze proponendo questi ed altri temi lo farò in modo democratico ammettendo anche che altri Compagni la pensino diversamente e se in minoranza mi atterrò a lle decisioni così prese in Comune, questa è la mia idea di democrazia, questo è quello che sostenete a chiacchiere ma nei fatti?.

TI INVITO A RIFLETTERE E CONVOCARE UNA ASSEMBLEA REGIONALE DI SINISTRA E LIBERTA' DOVE SARANNO FATTE LE ISCRIZIONI SU BASE TERRITORIALE E DOVE SI SCEGLIERANNO INSIEME I MEMBRI DEL COORDINAMENTO REGIONALE.

Senza rancore Compagno Nencini bensì con l’augurio di vederti sul palco della prima assemblea Regionale di Sinistra e Libertà che avvii la Campagna di Adesione.

Un abbraccio

Andrea Tombelli

 
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Afghanistan: informazione o truffa?

Ho letto le dichiarazioni di Vendola a proposito di guerra e Afghanistan; che dire? Per chi e' interessato, qui scrivo la mia:

Afghanistan: informazione o truffa?
(...) le parole di Vendola sembrano le parole di un don Abbondio, non quelle di un politico che intende guidare la sinistra italiana. (...)
http://zamparini.wordpress.com/2009/09/22/afghanistan-informazione-o-tru...

 
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Un cammino appena iniziato

Giustamente tu dici che per avere una qualche prospettiva nella scena politica italiana si deve dare avvio ad vero e proprio processo democratico. Molti compagni di base lo giudicano tardivo: doveva partire prima, già da luglio, e partendo ora, doveva essere più rapido e chiudersi prima delle elezioni regionali. Per molti era importante che SEL si presentasse alle regionali già come partito, per mantener fede agli elettori delle Europee. E forse anche per questioni di visibilità mediatica. Altri pensano che le procedure, che poi sono quelle di un'assemblea un po' informale, siano state poco trasparenti e poco democratiche, che in effetti le conclusioni tirate da Nichi fossero già implicite nell'introduzione di Fava, per cui gli interventi sono stati o una passerella per i nomi di un certo peso o una concessione democraticistica e/o una tecnica di decompressione per far sfogare e raffreddare i bollenti spiriti della "base". E, poi, si è proceduto per acclamazione, non sono state ammesse a votazione altre possibili mozioni. Di fatto le conclusioni sono una mediazione, ma a mio giudizio non al ribasso. L'importante è che il percorso costituente sia iniziato, che vada avanti a ritmo serrato e, soprattutto, con serietà. Regole organizzative, Carta dei valori, priorità e programmi...ce n'è di lavoro da fare già entro dicembre. Per me è stato bello vederti entrare proprio mentre stavo facendo il mio piccolo intervento e stavo dicendo che al Paese occorre una rivoluzione morale e intellettuale e noi dobbiamo renderci degni di esserne gli strumenti. Una rivoluzione intellettuale e morale! Non so se saremo all'altezza dei compiti che bisognerà affrontare. Penso che sarà un cammino fatto di tanti piccoli e in sé poco significativi passi. Del resto è sempre un passo alla volta che ti porta avanti. Ma a me è sempre piaciuto fare le cose con gli occhi aperti, ogni volta sapendo con lucidità il senso e la direzione delle cose fatte e da farsi.Ora faremo un partito e già mentre lo costruiamo lo vedremo vivere, nell'interesse che il progetto desterà, nella partecipazione che sapremo promuovere,nel dibattito delle idee che ci aiuterà a definire meglio il percorso. Insomma siamo in ballo e balliamo. Non si regge più questa mancanza della sinistra che da troppo tempo dura. Non si reggono più l'assenza e il silenzio.

 
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Le destre

Scusi, On. Giordano, perché dice "destre"? Quante "destre" ci sono? Non Gliene basta una, quella che c'è? Per me, una basta e avanza.
A meno che (a pensar male si fa peccato, ma...) ciò non sia - terribile e potentissima coazione a ripetere - la proiezione della Sua visione "scissa" (o scissionista) della Sinistra. Ben venga una politica di sinistra, ma (e ripeto ora delle cose che - da comunista amendoliano - "osavo" dire nelle assemblee metalmeccaniche negli anni '70) non viene mai il dubbio, a Lei (e soprattutto a Bertinotti), che abbiate anche Voi commesso qualche errore se i salari italiani sono tra i più bassi d'Europa? E se non c'è in Italia, come in tanti Paesi, anche governati dalla Destra, un sistema di ammortizzatori sociali a carattere universalistico? Forse perché questo esige delle scelte conseguenti, il rispetto di compatibilità economiche, la presa d'atto che sarebbe sufficiente un'analisi comparativa delle voci di spesa del bilancio pubblico con gli altri Paesi per sapere dove intervenire. Ma per Voi di Sinistra estrema, purtroppo, l'approccio psico-politico-ideologico ai problemi fa quasi sempre premio sulla visione tecnica, razionale, pragmatica, produttiva di effetti positivi. Il grande scrittore russo Fedor Dostoevskij, in "Ricordi della casa dei morti", scrive che tutte le persone ottuse e limitate si credono molto intelligenti: scusi la franchezza, dispiace costatare che, ancora oggi, Voi di sinistra estrema (?), sovente persone intelligenti, vi comportiate, purtroppo, spesso da - incorreggibili? - "ottusi".

 
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La visibilità

Purtroppo sui grandi quotidiani ed anche in televisione Sinistra e Libertà è completamente oscurata, non c'è un minimo di visibilità. Le uniche attenzioni vengono riservate a causa dell'inchiesta su Nichi Vendola, per cui, indipendentemente da come finirà l'inchiesta, l'unica visibilità che si ha è in qualche modo associata ad un fatto negativo.

 
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ci hanno messo il bavaglio

non un articolo, non un commento, nè sulla stampa, tantomeno sulle tv !
Neanche su quei giornali come Repubblica che si sentono minacciati nella loro libertà di stampa !
Ed allora facciamoci sentire.
In occasione della manifestazione sulla libertà di stampa presentiamoci come protesta nella protesta !
Numerosi, colorati e rumorosi rivendichiamo il nostro diritto ad esistere !
Oppure presto, come Pannella dovremo ricorrere agli scioperi della fame

 
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Il patriottismo, la sofferenza e le Frecce Tricolori

"Una sinistra pacifista che tolga questo paese dai luoghi di guerra a partire dal pantano doloroso dell'Afghanistan."

Sono d'accordo. Sono un iscritto al PD e sono indignato che il partito che vuol dirsi democratico non ascolta e disprezza la vox populi.

Per chi e' interessato, qui scrivo la mia:

Il patriottismo, la sofferenza e le Frecce Tricolori

In questa messa in scena dello spettacolo propagandistico attorno alla morte dei militari italiani in Afganistan, i mezzi d’informazione non hanno non potuto registrare la vox populi diretta al governo del paese: “Ritirateli, quanti morti ancora?”.

Il patriottismo ideologico – che fu definito come l’ultimo rifugio dei mascalzoni – ci ha bombardati di luoghi comuni, usando tutti i trucchi della propaganda, Frecce Tricolore incluse. E tuttavia la voce della ragione è risuonata piu’ volte e come la voce del bambino che vede il re nudo, ha rotto l’incantesimo dell’ipocrisia:

continua http://zamparini.wordpress.com/2009/09/21/il-patriottismo-la-sofferenza-...

 

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