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I guai e l'ostinazione del Pd

di Andrea Colombo

 

“La linea del Pd non cambia” ha dichiarato stamattina il segretario del Pd Bersani, commentando l'impietosa mazzata che ha steso sul ring pugliese non il gruppo dirigente piddino di quella regione, bensì quello nazionale.

Son cose che si dicono e che nemmeno si pretende sian prese sul serio. La vicenda pugliese, al contrario, è destinata a cambiare parecchie cose dentro il Pd, anche se quasi certamente tutto verrà congelato sino alle regionali, per non spellarsi vivi ancor più di quanto si sia finora fatto.
Bersani, e con lui la Volpe coi baffetti, aveva vinto il congresso promettendo, di fatto, una sorta di ritorno al passato, ai bei tempi della politique politicienne, delle segreterie che decidevano davvero, dei professionisti alle leve di comando senza più fantasia demopopuliste. Era un miraggio, rassicurante ma non praticabile, e dopo la sventola pugliese lo sanno tutti. Di qui a poche settimanee ne dovranno prendere atto, mettendo per un attimo nel cantuccio l'abituale supponenza, anche le volpi del loft.
La ricerca di un'alleanza con l'Udc quella certo non verrà messa in discussione, e perché mai? In compenso, specialmente se dopo le primarie Vendola dovesse vincere anche le elezioni propriamente dette e peggio che andar di notte se contestualmente nel Lazio si affermasse Emma la laica, verrà rovesciato il criterio folle che sin qui ha ispirato i manovratori nella ricerca delle alleanze (non negli ultimi mesi ma negli ultimi lustri): mettere la politica al servizio delle alleanze invece che l'opposto, esser cioè pronti a svendere tutto per di comprarsi un cartello elettorale. Precisamente quel che si voleva fare in Puglia.
Ma soprattutto, la campana pugliese suona per una leadership arrivata al capolinea e per un'identità politica (del Pds, poi dei Ds, ora del Pd) che, al contrario, è ferma da quasi vent'anni alla stazione di partenza.
Non è un dramma che squassa solo il devastato Pd ma che riguarda da vicino tutta la sinistra. Potrebbe essere l'ora di misurarsi, una volta per tutte, quei nodi che dai primi anni '90 i dirigenti dell'ex Pci fanno carte false pur di non affrontare e fingere di non vedere. Perché dopo le primarie pugliesi tenere gli occhiancora chiusi sarà difficile, difficilissimo. Forse impossibile.
 

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